Mille Picchi e un'elfa [Racconto] | Storie da Azeroth | Forums

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Mille Picchi e un'elfa [Racconto]
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5 maggio 2017
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Premessa

 

Il seguente racconto di ruolo s’incentra sullo svolgimento di alcune quest da parte del mio personaggio Seanel, nella fattispecie Wind Rider e Homeward Bound , ricevute rispettivamente da Elu e Pao’ka Swiftmountain. Vi è anche un accenno alla catena di quest Message to Freewind Post.

#Nota bene: la dicitura “Mille Picchi” si riferisce alla traduzione italiana dall’inglese del nome Thousand Needles, occasionalmente usata in questo racconto. Infine, Riporto qui di seguito una breve leggenda dei discorsi che verranno posti.

« Testo »                                            Discorso diretto

« Testo »                                            Sussurro o discorso avvenuto in un apposito canale mentale

“Testo“                                               Pensiero

 Testo                                                Ricordo e/o spiegazione riguardo un oggetto o un’interpretazione specifica del gioco.

 

 

Mille Picchi e un’elfa

 

Seanel era rientrata da poco all’accampamento Freewind quando udì due tauren conversare a qualche metro da lei. Giungendo alle sue orecchie solo poche parole, peraltro confuse e desiderosa di saperne di più, l’elfa del sangue maga si avvicinò al duetto.

«.. I tempi stanno cambiando, giovane Elu e sempre più viaggiatori richiedono di attraversare tratte aeree.»

Si soffermò sulla tauren che parlò. Dalla pressoché inesistente distanza dalle viverne, capì si dovesse trattare del maestro di volo. La sua pelle era color crema con delle macchie marroni, portava i capelli mori riuniti in parte in due lunghe trecce ai lati del collo; indossava abiti in pelle ed impugnava una lunga lancia con una sola mano.

«Sono d’accordo con lei, maestro. Proprio ieri ho notato la moltitudine di viaggiatori che richiedevano di volare, saranno stati almeno venti in una manciata di minuti!»

Spostò lo sguardo sul secondo tauren che, a giudicare dalle parole usate dal maestro di viverne, identificò come suo apprendista.

«Già e purtroppo molte delle nostre viverne dovevano ancora rientrare. Alcuni viaggiatori uscirono dall’accampamento borbottando od imprecando dopo lunghe attese irrisolte.. Come biasimarli! Ci servirebbero più viverne.»

Il maestro di volo si congedò per accogliere un orco apparentemente sbucato fuori dal nulla. “Probabilmente ha ricorso alla hearthstone”, pensò Seanel spiegando quella misteriosa apparizione. L’orco affermò di volersi recare al campo Molache di Feralas e che avesse bisogno di usufruire d’una viverna per raggiungere la sua destinazione. Così, dopo aver pagato la tratta con la relativa somma di oro e qualche argento, montò sulla viverna assegnatagli e questa spiccò il volo dopo una rapida rincorsa. Approfittando del momento, Seanel si avvicinò all’apprendista e gli chiese alcune indicazioni geografiche. Egli ne squadrò l’abbigliamento ed i tratti facciali, chiedendosi se non fosse la salvatrice dell’accampamento. L’apprendista osservò l’elfa da testa a piedi, notando che portasse una lunga veste violacea con piccoli teschi ricamati sopra, delle insolite spalline che gli ricordarono dei crani di alcune creature demoniache ed una lunga staffa con un altrettanto demoniaco teschio cornuto nella parte apicale; il teschio era continuamente accerchiato da due sfere di fuoco fel. Quand’ella si presentò come Seanel, maga elfa del sangue proveniente dalla città di Silvermoon, il tauren non ebbe alcun dubbio circa la sua identità e ne gioì immediatamente.

«Tu devi essere colei che con audacia ha indebolito le forze dei centauri a Nord di questo accampamento, che minacciavano le nostre vite con ripetuti attacchi! Inoltre, hai rubato dei preziosi appunti segreti al clan Grimtotem, permettendoci di scoprire cosa stessero architettando. Ti siamo riconoscenti per il significativo aiuto fornito!»

Colta alla sprovvista da quel colorito elogio, Seanel gettò lo sguardo a terra sopraffatta dalle proprie emozioni, arrossendo e ringraziando con un filo di voce. A quella reazione, il tauren sorrise e proseguì presentandosi come Elu, apprendista del maestro di viverne Nyse. Si congedò anch’egli per un momento, dovendo parlare col proprio maestro ed insieme confabularono per qualche minuto. Ritornò poco dopo da Seanel, riprendendo a parlarle.

«Sono stato incaricato di reclutare più viverne per il crescente numero di viaggiatori. Non possiamo allenarne abbastanza e mi serve il tuo aiuto per ovviare a questo intoppo. Recati ad Highperch per raccogliere dieci uova di viverna e riportale a me. Ti senti pronta per accettare questa pericolosa missione? Naturalmente verrai ricompensata.»

Seanel ci pensò su e dopo qualche secondo acconsentì, accettando la missione.

«Molto bene! Per raggiungere l’Highprech, dovrai dirigerti a Nord-ovest, lungo le pareti del canyon, sino a quando arriverai ad una rampa: essa ti condurrà a destinazione. Presta attenzione alle viverne, perché sono molto protettive nei confronti delle loro uova e non saranno gentili con gli intrusi.»

Ringraziò Elu per le preziose informazioni, lo salutò e si diresse agli ascensori che l’avrebbero condotta alla base del canyon. Attendendo l’arrivo del mezzo di trasporto, non poté fare a meno di contemplare la vastità del territorio, gli innumerevoli picchi che lo costituivano e che ne caratterizzavano il nome. L’ascensore arrivò e Seanel vi salì a bordo mentre apriva la speciale tracolla dal contenuto estendibile.

La tracolla era stata incantata con un incantesimo riconoscibile che ne estendeva le dimensioni, rendendole di gran lunga superiori alle apparenze. Solo la proprietaria – o delle persone nominate in seguito nell’incantesimo – ne avrebbero visto il reale contenuto.

Ricorse ad un incantesimo di appello per prelevare la mappa dalla borsa. In risposta al richiamo della proprietaria, la mappa sfrecciò nelle sue mani e da esse venne srotolata. Basandosi sulle indicazioni fornitele dal tauren, individuò su di essa un’area non ancora scoperta ad ovest dell’accampamento. La discesa non fu molto lunga e terminò proprio quando Seanel stava riponendo la mappa nella tracolla. Scese dall’ascensore ed evocò il proprio Hawkstrider nero dalle stalle personali.

Vi era un patto tra alcune persone e le cavalcature: queste erano collocate all’interno di una stalla personale. Le stalle erano situate in una dimensione parallela e dalla quale venivano occasionalmente chiamate le cavalcature. Esse apparivano solitamente in una nuvola di fumo dinnanzi a chi le avesse evocate, da dietro remoti angoli di edifici o dai cieli e sparivano quando venivano richiamate al luogo di provenienza.

Assicurò la tracolla alla parte posteriore della sella, vi montò sopra e ne tirò le redini. L’animale inarcò il collo e partì rapido come il vento, verso la direzione impartita dal proprio fantino.

 

Dopo una trentina di minuti, raggiunsero la rampa accennata da Elu e Seanel smontò dal proprio destriero, richiamando alle stalle personali. Ciò che vide la lasciò di stucco.

Un vasto campo con tantissime viverne, alcune svolazzanti, altre appollaiate lontano ma con occhi vigili verso le loro uova (come l’aveva messa in guardia l’apprendista del maestro di volo). Si avvicinò furtivamente ad un cumulo di terra, nascondendosi dietro di esso e sbirciando per controllare la situazione. Trovò con lo sguardo delle uova incustodite, gioendo in silenzio. Sarebbe tornata presto all’accampamento! Uscì dal suo nascondiglio e si avvicinò alle uova ma non appena ebbe posato le mani su uno di queste, venne immediatamente attaccata da una viverna atterrata da poco. Imprecò e posò l’uovo a terra ma non fu abbastanza veloce da schivare la coda dell’animale, che la spinse contro la parete rocciosa vicina. Parecchio indolenzita dal violento impatto, si rialzò appena in tempo per schivare l’aculeo velenoso posto nella parte terminale della coda. Evocò la magia entro sé e recitò l’incantesimo frost nova, congelando le zampe dell’animale, che neutralizzò subito dopo con ripetute frostbolt. Poi, sospirando e gioendo in silenzio per non attirare l’attenzione delle altre viverne, si avvicinò frettolosamente alle uova, le prese e le collocò all’interno d’un grosso sacco. “Ne mancano due.”

Si rimise in marcia e camminò lungo la parete rocciosa, evitando la parte centrale del campo e nascondendosi dietro alcune conformazioni rocciose, passando dall’una all’altra per non farsi vedere. Giunse sul ciglio di un grande spiazzale, con delle uova al centro e due viverne di guardia: una camminava lentamente, percorrendo un giro circolare, l’altra se ne stava appollaiata su un masso vicino. Posò la tracolla ed il sacco a terra, poi uscì allo scoperto, correndo verso le uova; si fermò all’improvviso, evocando la magia e prepararsi allo scontro. La viverna di ronda si avventò su di lei, decisa a dilaniarne la carne coi suoi artigli ma la scaltra maga ne rallentò la corsa evocandole contro un turbine gelato. Contemporaneamente, la viverna sul masso prese parte allo scontro e venne accolta da una prigione di ghiaccio evocata dalla stessa maga: aveva atteso che si avvicinasse alla compagna, in modo tale da congelarne le zampe e bloccare entrambi gli animali col frost nova.

Seanel intraprese la via per diventare una maga specializzata nell’arte del ghiaccio e sfruttò le nozioni apprese alla Scuola di Magia e Stregoneria di Silvermoon per immobilizzare gli avversari, preparando una strategia vincente.

Decise rapidamente su quale animale concentrare i suoi attacchi e scelse quello di ronda, probabilmente più stanco. Ricorse ai suoi incantesimi migliori per mettere velocemente ko la viverna di ronda; nel frattempo, il secondo animale si liberò dai ghiacci che lo imprigionavano e Seanel non fece in tempo ad evitarne l’attacco, venendo punta dall’aculeo velenoso. Il veleno fece subito effetto e le si annebbiò la vista per l’improvviso calo energetico; barcollò ma non cedette ed istintivamente evocò uno scudo di mana che la proteggesse dai violenti attacchi inferti dalla viverna. Fu una mossa pericolosa perché lo scudo attingeva direttamente dal suo flusso di mana, privandola progressivamente di energie; avrebbe interrotto l’incantesimo una volta che la viverna si sarebbe indebolita. Rispose ai ripetuti attacchi della bestia con altrettante frostbolt ed altre magie offensive, poi ruppe l’incantesimo di protezione dato l’evidente indebolimento della viverna. Concentrò le energie in un unico attacco dandole il colpo di grazia ed uscendo trionfante dallo scontro, ma sfinita. Si accasciò a terra quasi priva di energie e strisciò verso le due uova rimaste, prendendole con sé e continuando a strisciare verso il sacco, aprendolo e collocandovi dentro le uova; recuperò anche la tracolla, che si gettò al collo. Impugnò il sacco con una mano e si fece forza con l’altra, strisciando velocemente verso una zona più riparata. Quando fu certa d’essere al sicuro, strinse i denti e si mise seduta, posò il sacco ed aprì la tracolla cercando una boccetta contenente l’antidoto contro i veleni da lei stessa preparato grazie ad una ricetta del Primo Soccorso. Trovò la boccetta, la stappò e bevve; ricorse ad alcune bende per medicare la ferita inflitta dall’aculeo della viverna. Si servì d’una piccola parte di magia per evocare una grossa pagnotta e del vino, consumandoli con gusto. Decisa a riposarsi qualche minuto, mise una mano nella tasca sinistra della veste e ne estrasse un piccolo anello con lo stemma della gilda Game Over.

L’anello le fu consegnato nel momento stesso in cui venne reclutata dai Game Over. Ogni gilda ha il proprio anello e chi lo indossa, ha accesso ad un canale mentale privato tra sé e tutti gli altri membri della medesima gilda connessi in quel momento. Nel caso in cui si volesse interrompere il contatto mentale, basterà sfilarsi l’anello dal dito, per poi riprenderlo in un secondo momento.

Una volta indossato l’anello, percepì nella sua mente una serie di presenze che parlavano tra loro. Quando ebbero finito, Seanel le salutò e narrò la propria impresa delle viverne di Thousand Needles, incluse le sue condizioni sanitarie. Una voce che riconobbe appartenesse a Pamplona, si fece avanti preoccupata e chiedendole come stesse: le rispose di stare bene e che il peggio fosse passato. Un’altra voce fece la sua comparsa, scherzando con Seanel.

«Ed ora puoi fare una bella fritta con patate e cipolle, quella è la morte sua!»

Dal tono della voce, capì si trattasse del druido Trafalgar.

«Nooo, non posso! Devo consegnare queste uova ad Elu, all’accampamento Freewind!»

«Allora se le mangia lui

Seanel scherzò sospirando con rassegnazione e facendo un risolino, poi affermò che avrebbe comunque segnato la ricetta, così ricorse ad un incantesimo di appello per chiamare a sé una piuma di Buzzard, un calamaio ed un foglio di pergamena dalla tracolla, affinché potesse appuntare i passi culinari illustrati da Trafalgar per la preparazione della frittata di uova di viverna. Quando il druido finì la descrizione della ricetta, Seanel lo ringraziò immaginando sé stessa mandargli un bacio e proiettando ciò nel canale mentale privato. Trafalgar rimase senza parole e l’elfa rispose con una risatina.

 

Una volta recuperate le forze, salutò i presenti dicendo che dovesse rimettersi in marcia e che avrebbe ripreso il contatto con loro più tardi. Così, si sfilò l’anello di gilda dall’anulare, lo ripose nella tasca sinistra della veste ed infine si issò in piedi. La parte colpita dall’aculeo della viverna non le faceva più male e si sentiva ricaricata delle energie consumate in battaglia. Intenzionata a voler uscire da quel covo al più presto, cercò una via di fuga con lo sguardo ed individuò un sentiero a pochi metri dalla sua destra. Approfittando dell’assenza delle viverne, decise di percorrerlo cautamente e qualche minuto dopo giunse in un secondo spiazzale un po’ più piccolo del precedente. Vide un tauren vicino al precipizio, guardare l’orizzonte con fare pensieroso ed una viverna dormire ad un paio di metri di distanza. Lo chiamò sottovoce e gli disse d’essere una maga di nome Seanel; poi gli chiese chi fosse e cosa ci facesse in un posto del genere.

«Il mio nome è Pao’ka Swiftmountain e mi sono nascosto qui all’ Highperch da qualche tempo; sono passati giorni da quando ho visto un volto amichevole. Sono venuto qui per studiare le viverne e credo di essermi spinto un po’ troppo vicino. Mi sono perso dopo essere stato scacciato da uno dei loro nidi. Devo tornare a Whitereach Post. Motega non sa della mia assenza e sarà furioso di sapere che io stesso mi sono avventurato all’ Highperch. L’accampamento Whitereach è appena ad est di qui. Per favore, riportami lì!»

Seanel acconsentì di riportare indietro lo studioso disperato, ma proprio quand’ella si girò per ripercorrere il sentiero al contrario, una delle uova presenti nel sacco saltò all’occhio di Pao’ka, che emise un acuto gemito di sorpresa. La viverna si svegliò all’improvviso e si preparò ad attaccare gli intrusi. «Ops..!» esclamò il tauren e Seanel gli gettò un’occhiataccia.

La viverna emise un grottesco ruggito, chiamando in aiuto due compagne vicine. Ne arrivò anche un’altra, che paralizzò temporaneamente tutte e tre le viverne radunate: era enorme e dalla pelle verde. Pao’ka la guardò sbalordito ed immobile, contemplandone ogni cm del corpo.

«Quella è la rarissima viverna Heartrazor!! Devo assolutamente prendere dei camp-» ma venne interrotto da Seanel, che lo prese per i capelli e lo spronò a darsela a gambe «Se non ti muovi, non rimarrà nemmeno la testa per farlo!»

Così, Seanel cercò di rallentare le quattro viverne con alcuni incantesimi: questi frenarono l’avanzata delle tre viverne, ma non quella di Heartrazor: era potentissima! In movimento e correndo via dal covo, aprì la tracolla in cerca di due Swiftness Potions precedentemente acquistate alla casa d’aste. “Dove le avrò messe!! Oh, eccole!” «Tieni, Pao’ka, bevine una!», disse al tauren passandogli la pozione. Pao’ka la stappò subito, bevendone il contenuto tutto d’un sorso, incrementando la sua velocità e correndo quasi alla velocità della luce. “Non ha perso tempo, eheh!” Seanel lo seguì a ruota, tenendo ben salda la tracolla ed il sacco pieno d’uova, ed insieme seminarono la grossa viverna.

 

Una decina di minuti più tardi, giunsero all’accampamento Whitereach e qui Pao’ka Swiftmountain venne accolto con una turbolenta ramanzina da un tauren più anziano che, a giudicare da quanto le avesse narrato Pao’ka e dall’evidente preoccupazione che lasciassero trapelare le sue parole, capì dovesse trattarsi di Motega.

«Se avessi saputo che Pao’ka Swiftmountain avesse intenzione di recarsi all’ Highperch, lo avrei incatenato con un totem! Suo padre era riluttante a consentirgli di venire con me in questa regione. Siamo venuti qui per studiare le diverse creature che abitano queste belle terre.» posò lo sguardo su Seanel e con un tono di voce flebilmente ammorbidito, proseguì.  «Apprezzo l’aiuto che hai mostrato a Pao’ka. Spero che questo possa ricompensare tutte le disgrazie delle sue azioni.» concluse dando una somma di denaro alla maga, che lo ringraziò con un inchino.

Salutò i presenti nell’accampamento, poi mise una mano nella tasca destra della veste e ne uscì la hearthstone: se la girò una volta tra l’indice, due tra medio ed anulare, per poi svanire in un fascio luminoso ed essere teletrasportata all’accampamento Freewind. Stringendo ancora il sacco col carico prezioso, si precipitò da Elu consegnandolo. Il giovane apprendista di Nyse ne fu ampiamente soddisfatto e come anticipatole, consegnò la dovuta ricompensa.

Dopo aver salutato Elu, Seanel diede uno sguardo al proprio expometro, notando che l’ampolla fosse vuota e che segnasse il livello 25.

L’expometro è un peculiare strumento di manifattura goblin e gnomica, a seconda della fazione di appartenenza del possessore. Esso misura il livello di esperienza del proprietario, su una scala da 1 ad 80. Si compone d’una piccola ampolla sorretta da due fibbie che legano lo strumento al polso dell’individuo. Entro di essa scorre uno speciale fluido generalmente di colore violaceo ma che vira all’azzurro in specifici casi: il fluido reagisce con le emozioni del possessore dell’expometro, dilatandosi quando la persona va in stato di riposo dopo aver trascorso del tempo nei paraggi di un innkiper od in qualunque punto di una città o villaggio, incrementando la quantità di fluido assegnata dall’uccisione dei nemici. Il tempo in cui il fluido mantiene il colore azzurro, varia in funzione di quello speso a riposarsi.

Scese nuovamente alla base dei canyon, evocò il suo destriero nero e partì alla volta di una nuova avventura in mezzo a quei Mille Picchi.

I seguenti utenti hanno ringraziato per questo post: continua così!:

Niivaedar, Yehonal Yehtanér Lunthatir
11 maggio 2017
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Yehonal Yehtanér Lunthatir

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Che avventure meravigliose! Spero proprio che esca il seguito 😀

13 maggio 2017
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tranex01

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Bello davvero

13 maggio 2017
12:04
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lupine

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complimenti !

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13 maggio 2017
12:05
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Lheon

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Gran bel racconto Zala 😉

18 maggio 2017
21:57
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Grazie a tutti per i piacevoli commenti! Mi duole deludervi ma il presunto seguito è ben lungi dall’arrivare, poiché è attualmente in corso la stesura della storia della mia maga Zalausthra e che pubblicherò suddividendola in capitoli!

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