[ Neutrale ] Vrakel "le lame dell'Oblio" | Schede dei personaggi | Forums

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[ Neutrale ] Vrakel "le lame dell'Oblio"
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10 Maggio 2016
18:18
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Vrakel

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7 Maggio 2016
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Nome: Vrakel “Le lame dell’Oblio”

Razza: Elfo del Sangue

Età: Giovane, non pervenuta.

Sesso: m

Classe: Rogue

Storia ed Eventi

Il ragazzino, viene ritrovato malconcio da un gruppo di elfi del sangue che scelse di non seguire Kael’Thas durante la migrazione nelle Outland, troppo terrorizzati dalla mania di potere di Illidan e dai provvedimenti che le due grandi fazioni avrebbero potuto prendere verso di loro. Considerati come una vergogna per la razza, vengono rifiutati da Silvermoon, che lascia quel pugno di elfi completamente in balia degli umani dell’alleanza. Assieme al gruppo di cui fa parte, viene messo alle strette nei bassifondi di Stormwind, obbligandolo a vivere di stenti assieme alla già estenuante sete di magia. Passano gli anni e la situazione continua a non cambiare: discriminati e visti come nemici, vengono sempre più presi di mira dalla popolazione della capitale. Stanco di questa situazione, Vrakel, propone di ribellarsi  e di cercare la propria via fuori da lì, ovunque possa trovarsi un posto nel quale avrebbero potuto guadagnarsi la loro vita invece che arrancare giorno dopo giorno nella miseria. Dopo aver rifiutato la proposta del giovane, il gruppo ormai schiavo della paura, lo allontana, ritenendolo un’elemento rischioso per la loro sopravvivenza. Pieno di rancore e senza, vaga per i vicoli di Stormwind arrangiandosi come può, facendo il furfante in giro per i mercati, rubacchiando qui e là per sopravvivere, rendendosi conto che alla fine, fuori dal gruppo, era in grado di fare ben poco. I giorni passano , finché, durante una delle sue scorribande al mercato, non viene notato da un’Elfa che diversamente da quelli del suo gruppo, camminava per le strade a testa alta. Il suo nome, scoprirà a breve, era Valeera, la consigliera del Re. Forse per qualcosa che scattò in lei del suo passato, per pena, o chissàche, scelse di prendere il giovane e di ascoltare la sua storia, invece che consegnarlo alle autorità. Scelse quindi di dargli una possibilità: Gli insegnò così l’arte della furtività e dell’arrangiarsi, a creare quei pochi marchingegni utili per il mestiere, passandogli anche la propria cultura, il proprio sapere, l’orgoglio elfico che nessuno mai gli fece provare e a controllare la sete di magia che sembrava limitarlo tanto. Dopo anni, l’elfa concluse l’addestramento con il giovane, indicandogli la via per Silvermoon, dove avrebbe potuto soddisfare la propria brama di sapere e le proprie curiosità sul popolo del quale si sentiva finalmente parte. Non aveva fatto nulla, in fin dei conti, lui. Non ha potuto scegliere se andare o tornare, strattonato a destra e a manca nel caos della migrazione: sarebbe stato accettato a differenza degli altri suoi compagni traditori che tanto disprezzava. Tuttavia, volle fare un tentativo. La notte prima della partenza, si recò all’accampamento nei bassifondi, con l’orgoglio sotto i piedi e il cuore in mano, per dare un’altra possibilità a chi la volesse, tentando di tornare con le proprie forze alla gloriosa capitale e redimersi. Ancora una volta, però, venne rifiutato. Solo Valeera era degna della propria razza, tra i suoi conoscenti: indipendente, forte, abile, saggia. Al contrario di quegli sporchi codardi, terrorizzati da tutto. Il disprezzo e l’odio si fece strada attraverso le sue vene. La vita da alto elfo, nelle loro mani era uno spreco, pensò. Fu una strage: nessuno del gruppo col quale aveva vissuto per anni, riuscì a sopravvivere alla furia incontenibile del ragazzo, che li lasciò in un bagno di sangue, prima di andarsene. Fuggì quindi verso nord, ricercato dagli umani per paura, usando come scusa quel crimine orribile braccandolo ad ogni occasione. Dietro di lui, solo chi si dimostrò abbastanza coraggioso e degno di rispetto sopravvisse, ma non senza cicatrici: ogni imboscata che gli tendevano, finiva in una carneficina, un filo che non aveva pietà, sgozzando e squarciando le carni degli avversari. I sopravvissuti volevano solo dimenticare quello che avevano visto, assieme al ricordo dei compagni decimati all’incontro con Vrakel, facendogli così guadagnare il soprannome di “Lame dell’Oblio”. Continuò ad andare a nord, annichilendo chiunque lo avesse minacciato di morte o avesse cercato di ucciderlo. Senza rancore. Senza Pietà.  Arrivò quindi a Brill, dove venne accolto dai non-morti dell’orda come un campione visto il grande ma non voluto contributo dato eliminando svariate pattuglie dell’alleanza, lasciando spesso carta bianca alle strategie dei Reietti. Venne condotto quindi ad Undercity, per parlare con la Signora Oscura, a capo delle truppe nonmorte, curiosa del nuovo alleato. Dopo aver raccontato la sua storia, venne a sapere da Sylvanas stessa, di esser ricercato da Valeera stessa, a causa delle innumerevoli stragi compiute. Per il “valore” dimostrato nei suoi atti, venne teletrasportato grazie alla magia a Silvermoon, risparmiandogli una bella fetta di tempo. Lì, venne accolto direttamente dal Reggente, Lor’Themar Theron. Preceduto dalla propria fama, nonostante tutto, viene considerato alla pari dei codardi che rifiutarono di seguire Illidan e il principe traditore. Tuttavia, alla luce dei fatti e della storia completa, gli viene data l’opportunità di divenire cittadino di Silvermoon e di ricominciare la sua vita come un’elfo del sangue, pulito, da quel crimine che non aveva mai commesso. Dopo aver accettato, si fece in poco tempo strada tra i ranghi delle forze elfiche, studiando con perseveranza nelle gargantuesche biblioteche del sapere, affinando ancora la propria astuzia e la propria abilità con le lame. Altri anni trascorsero, finchè Valeera non riuscì ad ottenere udienza straordinaria con lui. Nessuno scontro, tuttavia, il disappunto dell’elfa e la sua rabbia, erano quasi tangibili. Altri massacri come quelli da lui compiuti non sarebbero stati perdonati e sarebbe stata lei stessa a farne da giudice e boia. Dopo quell’incontro, Vrakel se ne andò dalla milizia Elfica. Il suo obiettivo, era quello di tornare a Silvermoon, per scoprire chi fosse, e ci era riuscito. Tuttavia, ancora una porzione di sè gli era ignota: qui, alla capitale Argentea, c’erano tanti elfi, ma il grosso di loro, non era ad Azeroth. Inizia quindi, il suo viaggio verso le Outland, per colmare le proprie lacune riguardanti il popolo al quale appartiene.

Altezza: 1.80 m

Capelli: Corvini, raccolti in una coda.

Occhi: Verde acceso

Corporatura e portamento: Fisico da atleta, è tutto nervo, sinuoso ed agile, in grado di adattarsi ad ogni ambiente con pochi problemi. Il portamento elfico ,tuttavia, è sporcato dal suo costante stato di allerta, facendolo sembrare costantemente teso, nonostante non sia effettivamente così.

Segni particolari: La fascia che utilizza per la sua coda la possiede da quando ha memoria a cui è particolarmente affezionato, anche se non lo da mai a vedere: è verde, bordata nero, con un simbolo scuro sbiadito nel mezzo.

Abilità: Eccezionali doti acrobatiche, utilizza lame di piccolo taglio come pennelli per creare arte. I veleni sono il suo pane quotidiano, così come bendaggi. Conosce in modo discreto l’ingegneria, che gli permette di creare marchingegni utili per risolvere battibecchi.

Carattere: Attaccato alla realtà è introverso e calmo, ma anche spietato, cerca sempre di trovare la soluzione più rapida ed efficace. Riesce a trovare l’ironia anche nei fatti più orribili. Apprezza molto chi riesce a ragionare in modo oggettivo, senza mettere in mezzo le proprie emozioni. Ama darsi da fare ma sa essere paziente all’evenienza. Anche se non troppo. Odia i codardi e i timorosi, sarebbe in grado di fare di tutto pur di realizzare i propri scopi.

Armi: Lame, preferibilmente di piccola taglia, nonostante sia in grado di utilizzare anche spade ad una mano e armi da pugno.

Credo: Non ha religione, la sua morale è ciò che lo guida.

Obbiettivi ed Ambizioni: Trovare il proprio popolo e il principe Traditore Kael’thas nelle Outland e soddisfarre la propria sete di sapere.

Rapporti con Altre razze: Lo studio, negli anni, ha fortificato il suo amore per la propria razza, avvalorando molto l’orgoglio e il popolo degli ormai noti come Elfi del Sangue. Disprezza Umani, Nani e Gnomi, con i quali fatica a intrecciare rapporti. Gli elfi della notte non gli vanno particolarmente a genio, nonostante riesca comunque a intrattenere rapporti non troppo sforzati. Troll e Orchi son guerrieri, votati alla guerra, nulla di più. Dei Draenei sa poco, visti anche i limitati esemplari visti a Stormwind. A prescindere, è in grado di riconoscere il valore e di dar rispetto a chiunque se ne dimostri degno, a prescindere dal sesso e dalla Razza.

I seguenti utenti hanno ringraziato per questo post: Vrakel continua così!:

Niivaedar
10 Maggio 2016
18:51
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Niivaedar

Artigiano di Azeroth
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23 Aprile 2016
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Scheda rifinita e ben scritta. Ottimo lavoro!

29 Maggio 2016
22:46
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Niivaedar

Artigiano di Azeroth
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23 Aprile 2016
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